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101 film da salvare: dalle querelles all’italiana – Venezia 65

Agosto 31, 2008 · Lascia un Commento

La matassa è difficile da sbrogliare. Da una parte un comitato di dieci nomi, guidato da Gabriele Ferzetti e composto da critici, scrittori e uomini di cultura con in mano una lista di 100+1 film e un paese, L’Italia, iniziativa per portare i capolavori del nostro cinema nelle scuole, recuperandoli dall’oblio e da problemi che poi diremo. Vanno da Quattro passi nelle nuvole di Blasetti del ’43 a L’albero degli zoccoli di Olmi, del ’78. In mezzo otto film di Fellini (naturale), e tutta la crema della nostra cinematografia, passando da Antonioni, Bellocchio, Risi, Pasolini e via dicendo, senza soluzione di continuità tra titoli più difficili e pellicole popolarissime, entrate nell’immaginario nazionale. Dall’altra parte il muro del Sindacato dei giornalisti cinematografici, che con vari esponenti, tra cui Bruno Torri, ha espresso perplessità sulle scelte e le modalità di questo carnet di titoli che circola da quasi un anno. Così con pacatezza ma decisione i duellanti si sono riuniti alla Villa degli autori, dove si svolge una sezione collaterale della Mostra, per discutere faccia a faccia. Ne è venuta fuori una interessante e tuttavia tipica querelle all’italiana, nella quale si rigira il problema da tutti i lati ma non si accenna a dare un colpo d’ala per tentare di superarlo. I fatti dicono che Ferzetti, il critico del Corriere Paolo Mereghetti, lo studioso di cinema Morando Morandini e l’incazzato Goffredo Fofi, tra gli estensori della lista, hanno spiegato che più volte si sono riconosciuti i limiti dell’iniziativa: la scelta non vuole essere esaustiva (anzi), come e chi dovrebbero portare questi meravigliosi titoli nelle scuole è tutto da definire (sebbene l’Associazione Cinemavvenire lo faccia da anni).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78500

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