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La giustizia come intrusa

Luglio 20, 2008 · Lascia un Commento

Il problema giustizia viene avanti in molti modi e molti episodi, quasi sempre per dire che la giustizia circola fuori posto, come un guidatore che – per ragioni non accertate – invade la corsia opposta.Altri episodi, pur avendo peso e drammatica risonanza nella storia (non di una provincia italiana, nel mondo) sono ignorati del tutto.Al momento solo Marco Pannella – fra l’indifferenza generale – sta facendo lo sciopero della fame nel tentativo di salvare una vita (si veda l’intervista di Umberto De Giovannangeli su l’Unità del 18 luglio). Impegno meritevole e irrilevante, direte voi, perché dove è ancora in vigore la pena di morte non fanno caso a Pannella. O forse – diranno altri – perché perdere tempo a occuparsi di una storia lontana, con tutte le gatte da pelare che abbiamo qui?Il fatto è che, con un certo istinto, Pannella ha visto qualcosa che forse merita attenzione: l’imminente condanna a morte di Tariq Aziz, unico non islamico nel cerchio di Saddam, ultimo a venire a Roma e a vedere il Papa (Giovanni Paolo II) un giorno prima della guerra che quello stesso Papa ha supplicato in tutti i modi di evitare, seppellirebbe per sempre una fonte essenziale di fatti veri. Per esempio: è vero che Saddam stava per accettare l’esilio?Qualcuno forse ricorda la follia radicale dello slogan «Iraq libero». Proponeva una di quelle cose semplici e assurde che a volte evitano le catastrofi: rimuovere Saddam (che voleva un miliardo di dollari per andarsene) e lasciare intatto e libero dal dittatore il Paese, in cui la distruzione, a un costo immenso, dura ancora.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77294

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